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venerdì 26 ottobre 2007

Giovanni Falcone domani mattina su Rai 1

Cari amici, Giovanni Falcone mi ha chiesto di diffondere la notizia della sua partecipazione al programma di domani mattina "Sabato&Domenica" in onda su Rai1 dalle ore 07:00 alle 9:30. Grazie per l'attenzione

Gianluca Bruno

domenica 1 luglio 2007

L'epatite di Angelo e le condizioni del carcere

Angelo Falcone da qualche giorno non è più in carcere. Il giovane 26 enne è stato stabilmente trasferito in ospedale. Lo stato febbrile, che lo aveva tenuto fermo per pochi giorni, ha continuato a perdurare, insospettendo lui stesso e tutto il personale della casa protetta in cui è rinchiuso. La paura, a quel punto, ha cominciato a crescere, e solo i controlli ospedalieri hanno potuto chiarire la situazione: non si tratta di malaria, come si era sospettato dalla descrizione di alcuni sintomi, ma di epatite A. Solo a quel punto, per Angelo, sono terminati i continui trasferimenti dal carcere all’ospedale ed è avvenuto il trasferimento stabile nella casa di cura.
La malattia contratta, non grave e facilmente curabile, la dice però lunga sulle possibili condizioni della casa circondariale in cui è rinchiuso, già descritte da Angelo nella drammatica telefonata trascritta dal Quotidiano lo scorso 23 giugno.
L’epatite A, come si evince dalle più divulgate guide mediche,
si trasmette attraverso cibi contaminati e contatti interpersonali, ragion per cui la sua diffusione è legata alle condizioni igieniche generali, in particolare la contaminazione da parte di materiale fecale di persone infette, il che, in parole povere, vale in situazioni molto diverse: dal cuoco che non si è lavato le mani dopo essere andato in bagno agli scarichi fognari che contaminano acque dalle quali si prelevano frutti di mare. Provoca una malattia acuta che negli adulti (di cui il 60/70% è stato vittima della malattia anche se in forma asintomatica) è decisamente più grave: produce ittero, costringe a letto per qualche settimana e talvolta ha code abbastanza lunghe. Tuttavia, non diventa un’infezione cronica e le forme mortali (fulminanti) sono davvero molto rare.

Pino Suriano

Un caso incredibile simile a quello di Angelo

Quattro anni per pochi grammi e un ritardo burocratico
L'incredibile (e ingiusta) storia di Lorenzo Bassano e Andrea De Angelis

Il caso di Angelo Falcone e Simone Nobili non è unico. Tempi e circostanze lo legano a stretto giro a quello occorso all’incirca negli stessi giorni a Lorenzo Bassano (nella foto), 40enne regista pubblicitario di Cesena, e Andrea De Angelis, 23enne studente di Torino, arrestati a Dubai City, negli Emirati Arabi, rispettivamente per il possesso di 0,7 (Bassani) e 0,02 (De Angelis) grammi di hashish. Davvero incredibile l’esito della vicenda.
Nello stesso giorno in cui l’onorevole Foti (An) presentava l’interrogazione parlamentare per Falcone e Nobili, gli onorevoli Mellano, Turco, Poretti e Buemi portavano in parlamento la causa di Bassano e De Angelis. Ma non è questa l’unica coincidenza: ad accomunare i casi è anche il possesso della medesima sostanza stupefacente. Come Falcone, inoltre, anche Bassano ha avuto nel carcere problemi di salute, dovendo combattere con il morbo di Crohn, patologia infiammatoria dell’apparato digerente che necessita di una speciale alimentazione. E in entrambi i casi, infine, si sono riscontrate non poche difficoltà nel divulgare la notizia su un piano mediatico di livello nazionale.
Se per Nobili e Falcone l’accusa riguarda un quantitativo di droga molto sostanzioso (18 kg), per Bassani e De Angelis si parla di dosi molto meno consistenti.
Ma, soprattutto, nel caso di Dubai, è quasi irreale l’esito della vicenda. Pochi giorni prima del processo, le autorità italiane si sono attrezzate per chiedere la grazia, un provvedimento speciale che lo sceicco adotta in quel territorio in occasione di particolare festività religiose.
Qui l’aspetto paradossale: il regista Bassano, sorpreso con un maggior quantitativo di droga, è stato graziato il 30 maggio, mentre De Angelis dovrà scontare una pena di 4 anni. Incredibile la motivazione: un ritardo nei tempi di registrazione del suo processo, non ancora concluso quando sul tavolo dello sceicco sono arrivate le richieste di grazia. Incredibile, ma vero…. e tragicamente ingiusto.

Pino Suriano

Pubblicato su "Il quotidiano della Basilicata" del 30 giugno


mercoledì 27 giugno 2007

Angelo Falcone: telefonata dall'inferno

di PINO SURIANO

ROTONDELLA – Aggrappati a una cornetta. Da più di tre mesi cammina così, su un cavo telefonico, questo struggente rapporto padre-figlio: un figlio che racconta il suo dramma, un padre che prova a consolarlo.
Passano ormai da quel filo (appena due volte alla settimana) i soli rapporti del 26enne Ange
lo Falcone con l’Italia e la sua famiglia..
Pubblichiamo di seguito un estratto della registrazione dell’ultimo colloquio tra il padre Giovanni e il figlio Angelo, avvenuto giovedì mattina alle 12 ora italiana (circa 15,30 ora indiana). Angelo racconta di una sua recente convalescenza e della sua drammatica giornata-tipo. E’ la prima volta che il ragazzo si dilunga in questo genere di racconto con il padre. Nelle altre chiamate, sempre troppo brevi, il tempo bastava a malapena per parlare delle questioni legali e dei rapporti con l’ambasciata, argomenti qui omessi per volontà del genitore.

Giovanni Falcone (padre): G

Angelo Falcone (figlio): A

G: Pronto, Angelo, sono papà. Come stai?

A: Ciao papà. Ora meglio, ma nei giorni scorsi non troppo bene…ho avuto febbre alta

G: E come mai?

A: Non so… i monsoni… il cambio del tempo

G: Ti hanno dato delle medicine?

A: Sì…mi hanno dato antibiotici. E hanno detto che se volevo mi portavano in ospedale.

G: Ah..per questo non ti hanno passato l’altro ieri… Io avevo chiamato, ma in inglese mi hanno detto che non potevi venire. Io non ho capito tanto e ho chiuso…ma fino ad oggi sono rimasto in ansia, così ho deciso di richiamarti… […] E allora, come è il tempo lì..?

A: Adesso sta piovendo forte….

G: Ma come passi la giornata?

A: Papà (con tono irritato)…. mi sveglio, mangio e mi ricorico… e poi di nuovo questo..

G: Ma a che ora?

A: Alle 9 di mattina… mangio e mi ricorico alle 9…

G: E poi cosa fai?

A: E poi… che fai pà?? (con tono ancor più irritato)..qui c’è solo un cortile, grande quanto casa di Bobbio… cosa vuoi fare? Poi ci sono 46 gradi….

G: Ma quanti siete dentro?

A: Siamo in cento…

G: E la stanza com’è?

A: Qui ci sono due stanzoni… uno che da sul fronte e uno sul lato…

G: E dormite insieme, tutti e cento?

A: Ma certo…

G: Ma dove.. avete delle brandine?

A: Ma no, per terra…solo con le coperte… come in una stalla….

G: E addosso?

A: Addosso solo le coperte…

G: E i vestiti, ve li lavate voi….o vi passano qualcosa?

A: Ci danno il sapone per lavare i vestiti, il sapone per lavarci e l’olio per il corpo…

G: E da mangiare…

A: Riso.. lenticchie e “chapati”(?)… è il pane che fanno qui…

G: Bè… è pur sempre pane…Ma dimmi, i poliziotti si comportano bene….

A: Si… i poliziotti bene… (ndr. in un’altra conversazione, avvenuta in precedenza con la madre, Angelo ha detto di essere spesso apostrofato, con parole indiane incomprensibili, da un altro carcerato).

G: Angelo… però la giornata dovete passarla bene..trovare qualcosa da fare… Andate in cortile, fate ginnastica… Sembra un’assurdità, ma dovete fare proprio come nei film.. dovete tenervi vivi… Tu che sai l’inglese, affiancati a un indiano, impara quella lingua, fai qualcosa: il cervello deve essere impegnato…

A: Papà… se ti svegli alle sei e ci sono 25 gradi qualcosa la fai pure… ma arrivano le 8 e ce sono 45… mi vuoi dire cosa c… fai? (con tono nervoso)

G: E Simone come sta (ndr. l’amico arrestato con lui)…

A: Lui.. un po’ su e un po’ giù… Bè… lui almeno ama l’India…Ehi pà, devo metter giù…

G: Ehi Angelo… un abbraccio grande, grande, grande… Non credere che io stia meglio di te: siamo nella stessa barca… Di notte, quando sei sveglio, pensami…perché io ti starò pensando (con voce commossa). Saluti da tutti, da Rotondella e ringrazia il poliziotto che ci ha permesso di parlare tanto…

A: Ciao pà… (con voce commossa)

Estratto di un articolo pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata del 23 giugno 2007

sabato 9 giugno 2007

La Nuova dell' 08/06/2007

Per leggere l'articolo cliccate sull'immagine


Ganluca Bruno


giovedì 7 giugno 2007

Il Quotidiano della Basilicata del 07/06/2007

Per leggere l'articolo cliccate sull'immagine


Gianluca Bruno

domenica 3 giugno 2007

Giovanni Falcone è preoccupato per gli ultimi episodi violenti in India

Sono le ore 11,45 del 3 giugno 2007 e sono in treno, sto facendo rientro da Piacenza dove mi sono fermato una settimana per visitare la famiglia e avere contatti con persone che possano interessarsi al caso di Angelo e Simone, contatti avuti anche a Rimini con persone dell'Associazione per la quale ogni tanto faccio del volontariato, diciamo che come sempre ho seminato nella speranza di poter raccogliere dei frutti positivi sulla videnda. Bisogna aspettare e pregare il Signore che apra il cuore di chi deve o può fare qualcosa al riguardo. Purtroppo il tempo passa e le ultime notizie che ho appena letto su www.AsiaNews.it non sono incoraggianti, la situazione religiosa in India non è delle migliori, anzi peggiora sempre più con scontri continui tra le diverse componenti religiose con intervento sempre più deciso della polizia. Speriamo bene. Giovanni Falcone
Nuove violenze anti-cristiane, pronta la manifestazione di Delhi. Nel nord del Paese gruppi di integralisti hanno cacciato un sacerdote cattolico e costretto alla conversione due missionari cristiani. Per protesta contro l’aumento delle violenze, comunità cristiane domani in piazza a Delhi.

Delhi (AsiaNews) – Nonostante le promesse delle autorità ed i ripetuti appelli delle comunità locali, non si fermano le violenze anti-cristiane in tutta l’India. Il 26 maggio scorso, un sacerdote cattolico è stato costretto con la violenza ad abbandonare un villaggio del distretto di Udaipur, nello Stato settentrionale del Rajasthan, dove era stato inviato in missione dal vescovo locale. Una folla di integralisti indù lo ha prima picchiato e poi minacciato di morte.

Alcuni giorni prima, sempre nel nord del Paese, esponenti del Rashtriya Swayamsevak Sangh [Rss, formazione paramilitare di fondamentalisti nazionalisti indù ndr] dell’Himachal Pradesh hanno torturato e rasato a zero due missionari cristiani, costretti in un secondo momento ad immergersi nel Gange, come atto di conversione all’induismo.

Per protestare contro queste violenze, sempre più spesso ignorate volutamente dalla polizia e dai governi locali, i gruppi cristiani del Paese hanno organizzato una manifestazione di protesta che si terrà domani a Delhi. Nel comunicato che annuncia l’iniziativa si sottolinea come “in soli sei mesi, sono già avvenuti oltre cento casi di violenza contro cristiani innocenti”. Il documento denuncia inoltre che “i precedenti appelli al governo dell’Unione, ai governi locali ed ai vertici della polizia non hanno avuto alcun risultato. L’unico modo per far sentire la nostra voce è scendere in piazza e mostrare il nostro dolore e la nostra ansia per questa situazione”.
Gianluca Bruno

giovedì 31 maggio 2007

La Gazzetta del Mezzogiorno del 29 maggio 2007


Resta in Carcere in India

Angelo Falcone è detenuto da marzo, con l’accusa di detenzione di droga
I parenti mobilitati per liberarlo, ma sinora inutilmente

di Filippo Mele

Rotondella – Una vicenda di risvolti che travalicano i confini nazionali. È quella che riguarda dal 10 marzo il ventisettenne Angelo Falcone, nato a Rotondella, ma residente a Bobbio (Piacenza). È detenuto in un carcere indiano di Mandi, nell’Himachal Pradesh, insieme ad un suo amico bobbiese, Simone. Angelo ha compiuto i ventisette anni il 26 aprile scorso, in stato di detenzione. I due giovani sono accusati del possesso di una grossa quantità di hascisc, 18 chilogrammi, che, secondo la polizia indiana, sarebbe stata rinvenuta nell’auto con cui viaggiavano.
I due si trovavano in vacanza in India quando la polizia fece irruzione nell’abitazione dove erano ospiti. Ad Angelo e Simone fu fatta firmare una dichiarazione in lingua indi in cui si sosteneva che erano stati fermati a bordo di un auto con la droga da portare in Italia. “Ma non è vero”, hanno protestato la loro innocenza. La situazione, dunque, da un punto di vista giudiziario, è alquanto confusa. I due giovani, però, rischiano 10 anni di carcere. Così, il padre di Angelo, Giovanni, tornato a vivere a Rotondella da due anni, ha creato un sito su internet, http://giovannifalcone.blogspot.com, invitando alla mobilitazione.
“Sono davanti al computer – ha scritto Giovanni nella presentazione del blog – a cercare qualcosa che mi possa aiutare, che possa aiutare Angelo e Simone. È dura. Cerco di fare del mio meglio, ma mi sembra di non fare mai abbastanza e questo mi angoscia, non mi da pace. A volte mi sembra di vivere in un sogno, ma, purtroppo, è tutto vero. Spero solo e prego Dio che questa triste avventura finisca nel migliore dei modi a al più presto. Ho sentito mio figlio al telefono. Mi ha detto che tutto sommato sono trattati abbastanza bene, speriamo. Adesso, però, incominciano a capire che il tempo sta passando inesorabile per loro e incominciano a sentire tutto il peso di quanto gli è successo. Io, a nome loro e delle famiglie, ringrazio quanti si sono impegnati a qualsiasi titolo e in qualsiasi modo per la risoluzione del caso”.
Un’interrogazione al Ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, con la richiesta di un intervento urgente per riportare in Italia Angelo e Simone è stata presentata dall’On. Tommaso Foti (AN).

Gianluca Bruno

lunedì 28 maggio 2007

L'indipendente si è occupato della vicenda indiana

ITALIANI IN CARCERE: ANGELO E SIMONE NON HANNO ANCORA VISTO UN GIUDICE DOPO DUE MESI
India, prigionieri dimenticati

di Vincenzo Faccioli Pintozzi


Le polemiche sulla sorte di Rahmatullah Hannefi, il mediatore di Emergency arrestato dal governo afgano con l’accusa di terrorismo, hanno monopolizzato l’attenzione dei media nelle ultime settimane. Ma dell’arresto arbitrario e della detenzione (piena di chiaroscuri) di due nostri connazionali, in carcere in India da oltre due mesi e mezzo, nessuno a finora parlato. Eppure nello Stato himalayano dell’Himachal Pradesh sono detenuti Angelo Falcone, 26 anni di Bobbio, ed il suo amico Simone (senza cognome in segno di rispetto della volontà dei genitori).
I due erano partiti per l’India lo scorso marzo, in tempo per assistere a una delle più grandi feste dell’induismo: lo Shivaratri. La sera del 10 marzo, la polizia di Mandi ha fatto irruzione nella casa della famiglia che li ospitava ed ha arrestato tutti i presenti. Durante la perquisizione nella casa sono stati trovati 18 chilogrammi di droga e l’accusa di detenzione di stupefacenti è stata estesa anche ai due giovani italiani. Accuse di questo genere sono molto pesanti in India: i processi per droga si concludono il più delle volte con condanne severe e agli stranieri non vengono concessi sconti.
Ad aggravare il tutto, Delhi non ha ratificato alcun accordo giudiziario con Roma e sono quindi esclusi estradizione o processo in patria. Portati in carcere, i due italiani sono stati costretti a firmare una dichiarazione in hindi, non tradotta, in cui hanno forse ammesso la loro colpevolezza. Inoltre, la polizia non ha ancora depositato alcun atto dell’inchiesta all’autorità giudiziaria. La motivazione ufficiale è che le indagini sono ancora in corso e che, quindi, il fascicolo non è pronto per il magistrato. Tutti questi fattori sono stati raccontati dai due giovani che, in una lettera arrivata all’ambasciata italiana tramite un avvocato indiano, hanno chiesto aiuto. Nel testo, Simone ed Angelo negano le accuse e dicono che la confessione è stata fatta loro confermare con una sorta di ricatto: senza firma, nessuna telefonata alla nostra rappresentanza diplomatica. I due ragazzi puntano il dito contro gli stessi agenti che li hanno arrestati: sono loro ad aver fumato hascisc e lo hanno persino offerto ai due italiani, che lo hanno rifiutato. Questo racconto rientra perfettamente nei parametri della situazione giudiziaria dell’Himachal Pradesh, uno Stato indiano con un altissimo livello di tensione sociale. Qui è in vigore anche una legge anti-conversione e la fazione nazionalista fa di tutto per cercare di scalzare i “colleghi-avversari” del partito del Congresso dal Parlamento locale.
La Farnesina è all’opera per aiutare i due giovani, ma al momento non si hanno novità rilevanti. Il rapporto fra Italia e India è ad uno dei massimi livelli nella storia del nostro Paese e la recente visita del premier, Romano Prodi, e di un nutrito manipolo di industriali ha migliorato le cose. Tuttavia, il caso sembra bloccato. Non si tratta di chiedere trattamenti di favore, ma almeno il rispetto delle leggi e dei tempi.
L'indipendente del 26 maggio 2007
Gianluca Bruno

martedì 15 maggio 2007

Normativa indiana per uso e/o spaccio di droga

La legislazione indiana è particolarmente severa nei confronti dei reati collegati agli stupefacenti e prevede condanne severe, fino a dieci anni di carcere, per il possesso anche di modeste quantità di stupefacenti senza distinzione tra droghe leggere e pesanti, solo distinguendo tra quantità per uso individuale da quantità per uso commeriale. In caso di recidività si può arrivare alla pena capitale. Casi di connazionali arrestati per reati di questo tipo sono in aumento, specie nello Stato himalayano dell’Himachal Pradesh. Le autorità di polizia locali, un tempo più tolleranti, hanno inasprito la loro condotta. In casi del genere, a parte le condizioni di detenzione particolarmente difficili, vanno considerati anche i lunghi tempi della giustizia indiana.

Fonte: http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it

Gianluca Bruno

Circa 1 ora fa ho parlato al telefono con Angelo!

Stamattina Giovanni Falcone ha avuto bisogno di un interprete per la telefonata settimanale in India ed ha fatto riferimento a me. Dopo una loro breve e commovente conversazione, Giovanni mi ha passato la cornetta e dall'altra parte non c'era il solito amico-estivo d'infanzia. Angelo si è commosso e anche per me non è stato facile evitare un forte stato emozionale.
Angelo e Simone hanno bisogno di aiuto perchè, dopo più di due mesi di carcere in India, il loro morale e quello delle famiglie inizia a calare.
C'è bisogno di un tempestivo intervento diplomatico; ma per riuscire a velocizzare i processi necessari ad un intervento diplomatico, che faccia finalmente chiarezza, c'è bisogno del coinvolgimento dei mezzi di comunicazione e delle autorità politiche, culturali e sociali (anche locali).
Gianluca Bruno

lunedì 14 maggio 2007

Giovanni Falcone per Angelo e Simone

Il nostro concittadino, Giovanni Falcone, ha aperto un blog per affrontare la questione relativa alla sventura indiana del figlio Angelo e dell'amico Simone.
L'obiettivo è soprattutto quello di portare la vicenda sul piano nazionale, attraverso gli utenti della rete, ma anche quello di coinvolgere i cittadini italiani che si trovano, o si sono trovati in passato, in situazioni analoghe.
Giovanni Falcone vuole fare chiarezza e ne ha tutte le ragioni. Il nostro sostegno morale e pratico non può mancare!
L'indirizzo del blog è http://giovannifalcone.blogspot.com
Gianluca Bruno

E' necessario un tempestivo intervento diplomatico

Lo scorso 10 marzo due cittadini italiani, Angelo Falcone e Simone Nobili, in vacanza a Mandi, città indiana dell’Himachal Pradesh, sono stati arrestati perchè, così sostiene la polizia locale, in possesso di 18 Kg di hascish. Le dinamiche che hanno portato all’arresto, però, appaiono poco chiare e le motivazioni in netto contrasto con quanto dichiarato dai nostri concittadini in una lettera spedita all’Ambasciata italiana di Delhi. Appare veramente poco credibile che i due italiani avessero intenzione di portare in Italia quel quantitativo di droga. I due giovani erano partiti per l’India con il proposito di prendere parte al festival di Shivaratri e di visitare altre località della zona, ma il loro viaggio si è trasformato in incubo a circa una settimana dal rientro. La notte dell’arresto Angelo e Simone sono stati costretti a firmare delle dichiarazioni in Hindi prima ancora di poter effettuare una telefonata. Lo scorso 4 aprile l'On. Tommaso Foti (AN) ha chiesto un’interrogazione parlamentare, evidenziando il problema della mancanza di accordi in materia di diritto penale tra Italia e India. E’ indispensabile un tempestivo intervento della diplomazia italiana per aiutare Angelo, Simone e le loro famiglie a fare chiarezza. Giovanni Falcone, padre di Angelo e nostro concittadino, ha bisogno di aiuto ed è intenzionato ad andare fino in fondo. Credo che il sostegno dei partiti, dei mezzi d'informazione e delle associazioni locali non dovrebbe venire meno. Si tratta di aiutare delle famiglie a fare chiarezza per portare a casa i loro ragazzi!
Dopo l'interessamento di quotidiani e tv locali, il primo giornale nazionale che dopodomani (16/05) si occuperà della vicenda è Liberazione, ma Giovanni Falcone non ha intenzione di fermarsi...
Gianluca Bruno

sabato 12 maggio 2007

Giovanni Falcone ha sentito la voce del figlio

PIACENZA - Giovanni Falcone è riuscito a parlare al telefono con il figlio e con l'amico Simone. La madre Sylvie ci proverà invece nei prossimi giorni. I bobbiesi hanno chiesto di fare tutto il possibile per portare alla ribalta il loro caso in Italia e ribadire la loro innocenza. Angelo ha in particolare supplicato la mamma di scrivergli ogni giorno «anche solamente poche righe». Le lettere, spedite all'avvocato indiano, finora sono puntualmente arrivate alla casa protetta. Nel corso dell'ultima chiamata, il 27enne avrebbe raccontato qualche particolare in più sulle giornate trascorse in carcere: «Ci danno un secchio d'acqua per lavarci, ma dormiamo praticamente per terra. Abbiamo minestra a pranzo e verdure a cena. I detenuti hanno diritto ad avere due bottigliette d'acqua al giorno». Simone si sarebbe inoltre reso disponibile per dare una mano in cucina. Nei prossimi giorni Giovanni Falcone e la signora Sylvie valuteranno l'ipotesi di lanciare un nuovo appello televisivo durante una seguitissima trasmissione in onda su Raidue: «Abbiamo ricevuto un invito importante, vogliamo rifletterci ancora un po'. Di sicuro faremo il possibile, e anche l'impossibile, per riportare a casa i nostri ragazzi».
Fonte: Libertà (Quotidiano di Piacenza)
Gianluca Bruno

giovedì 10 maggio 2007

Richiesta un'interrogazione parlamentare sul (poco chiaro) caso Falcone

Speriamo che la situazione si chiarisca al più presto e favorevolmente per Angelo e il suo amico. Non possiamo che attendere con le dita incrociate l'epilogo di questa vicenda che coinvolge anche cittadini della nostra comunità. Intanto riporto la richiesta di interrogazione parlamentare dello scorso 4 aprile...
AFFARI ESTERI
Interrogazione a risposta in Commissione:

FOTI - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: nella notte tra sabato 10 marzo e domenica 11 marzo a Mandi, città dell'Himachal Pradesh, Stato a nord dell'India, due cittadini italiani (Angelo Falcone e Simone Nobili, entrambi residenti nel Comune di Bobbio, in provincia di Piacenza) sono stati bloccati dalle autorità locali ed impediti a lasciare il paese; da notizie di stampa risulta che ai due cittadini italiani verrebbe contestata la detenzione ed il traffico di droga, per il solo fatto di essersi trovati in luogo oggetto di perquisizione da parte della polizia locale; i fatti in questione sono stati partecipati immediatamente all'ambasciata italiana di Nuova Delhi, sia dagli interessati, sia dai loro genitori; da una prima sommaria ricerca, risulta che Italia ed India non hanno sottoscritto trattati in materia penale, né per svolgere i processi penali in Italia, né per eseguire in Italia le condanne penali pronunciate in India; appare francamente poco credibile che i due cittadini italiani, come sostenuto dall'accusa, volessero portare in Italia 18 chilogrammi di sostanze stupefacenti che la locale polizia asserisce di avere rinvenuto all'interno dell'auto dagli stessi utilizzata, ma che al momento della perquisizione risultava incustodita; le tensioni sociali e politiche che investono l'Himachal Pradesh consigliano un intervento urgente del Ministro degli affari esteri, e ciò anche a tutela dell'incolumità fisica dei nostri connazionali; anche l'udienza tenutasi venerdì 30 marzo non è servita a fare chiarezza sulla posizione processuale dei due cittadini italiani -: se e quali iniziative intenda assumere, con l'urgenza che il caso conclama, il Ministro degli affari esteri, al fine di evitare un'ingiusta e prolungata detenzione ai cittadini italiani in premessa indicati.


Speriamo sinceramente in un loro subitaneo ritorno in Italia!

Gianluca Bruno