martedì 15 maggio 2007

Normativa indiana per uso e/o spaccio di droga

La legislazione indiana è particolarmente severa nei confronti dei reati collegati agli stupefacenti e prevede condanne severe, fino a dieci anni di carcere, per il possesso anche di modeste quantità di stupefacenti senza distinzione tra droghe leggere e pesanti, solo distinguendo tra quantità per uso individuale da quantità per uso commeriale. In caso di recidività si può arrivare alla pena capitale. Casi di connazionali arrestati per reati di questo tipo sono in aumento, specie nello Stato himalayano dell’Himachal Pradesh. Le autorità di polizia locali, un tempo più tolleranti, hanno inasprito la loro condotta. In casi del genere, a parte le condizioni di detenzione particolarmente difficili, vanno considerati anche i lunghi tempi della giustizia indiana.

Fonte: http://www.viaggiaresicuri.mae.aci.it

Gianluca Bruno

Circa 1 ora fa ho parlato al telefono con Angelo!

Stamattina Giovanni Falcone ha avuto bisogno di un interprete per la telefonata settimanale in India ed ha fatto riferimento a me. Dopo una loro breve e commovente conversazione, Giovanni mi ha passato la cornetta e dall'altra parte non c'era il solito amico-estivo d'infanzia. Angelo si è commosso e anche per me non è stato facile evitare un forte stato emozionale.
Angelo e Simone hanno bisogno di aiuto perchè, dopo più di due mesi di carcere in India, il loro morale e quello delle famiglie inizia a calare.
C'è bisogno di un tempestivo intervento diplomatico; ma per riuscire a velocizzare i processi necessari ad un intervento diplomatico, che faccia finalmente chiarezza, c'è bisogno del coinvolgimento dei mezzi di comunicazione e delle autorità politiche, culturali e sociali (anche locali).
Gianluca Bruno

lunedì 14 maggio 2007

Giovanni Falcone per Angelo e Simone

Il nostro concittadino, Giovanni Falcone, ha aperto un blog per affrontare la questione relativa alla sventura indiana del figlio Angelo e dell'amico Simone.
L'obiettivo è soprattutto quello di portare la vicenda sul piano nazionale, attraverso gli utenti della rete, ma anche quello di coinvolgere i cittadini italiani che si trovano, o si sono trovati in passato, in situazioni analoghe.
Giovanni Falcone vuole fare chiarezza e ne ha tutte le ragioni. Il nostro sostegno morale e pratico non può mancare!
L'indirizzo del blog è http://giovannifalcone.blogspot.com
Gianluca Bruno

E' necessario un tempestivo intervento diplomatico

Lo scorso 10 marzo due cittadini italiani, Angelo Falcone e Simone Nobili, in vacanza a Mandi, città indiana dell’Himachal Pradesh, sono stati arrestati perchè, così sostiene la polizia locale, in possesso di 18 Kg di hascish. Le dinamiche che hanno portato all’arresto, però, appaiono poco chiare e le motivazioni in netto contrasto con quanto dichiarato dai nostri concittadini in una lettera spedita all’Ambasciata italiana di Delhi. Appare veramente poco credibile che i due italiani avessero intenzione di portare in Italia quel quantitativo di droga. I due giovani erano partiti per l’India con il proposito di prendere parte al festival di Shivaratri e di visitare altre località della zona, ma il loro viaggio si è trasformato in incubo a circa una settimana dal rientro. La notte dell’arresto Angelo e Simone sono stati costretti a firmare delle dichiarazioni in Hindi prima ancora di poter effettuare una telefonata. Lo scorso 4 aprile l'On. Tommaso Foti (AN) ha chiesto un’interrogazione parlamentare, evidenziando il problema della mancanza di accordi in materia di diritto penale tra Italia e India. E’ indispensabile un tempestivo intervento della diplomazia italiana per aiutare Angelo, Simone e le loro famiglie a fare chiarezza. Giovanni Falcone, padre di Angelo e nostro concittadino, ha bisogno di aiuto ed è intenzionato ad andare fino in fondo. Credo che il sostegno dei partiti, dei mezzi d'informazione e delle associazioni locali non dovrebbe venire meno. Si tratta di aiutare delle famiglie a fare chiarezza per portare a casa i loro ragazzi!
Dopo l'interessamento di quotidiani e tv locali, il primo giornale nazionale che dopodomani (16/05) si occuperà della vicenda è Liberazione, ma Giovanni Falcone non ha intenzione di fermarsi...
Gianluca Bruno

sabato 12 maggio 2007

Giovanni Falcone ha sentito la voce del figlio

PIACENZA - Giovanni Falcone è riuscito a parlare al telefono con il figlio e con l'amico Simone. La madre Sylvie ci proverà invece nei prossimi giorni. I bobbiesi hanno chiesto di fare tutto il possibile per portare alla ribalta il loro caso in Italia e ribadire la loro innocenza. Angelo ha in particolare supplicato la mamma di scrivergli ogni giorno «anche solamente poche righe». Le lettere, spedite all'avvocato indiano, finora sono puntualmente arrivate alla casa protetta. Nel corso dell'ultima chiamata, il 27enne avrebbe raccontato qualche particolare in più sulle giornate trascorse in carcere: «Ci danno un secchio d'acqua per lavarci, ma dormiamo praticamente per terra. Abbiamo minestra a pranzo e verdure a cena. I detenuti hanno diritto ad avere due bottigliette d'acqua al giorno». Simone si sarebbe inoltre reso disponibile per dare una mano in cucina. Nei prossimi giorni Giovanni Falcone e la signora Sylvie valuteranno l'ipotesi di lanciare un nuovo appello televisivo durante una seguitissima trasmissione in onda su Raidue: «Abbiamo ricevuto un invito importante, vogliamo rifletterci ancora un po'. Di sicuro faremo il possibile, e anche l'impossibile, per riportare a casa i nostri ragazzi».
Fonte: Libertà (Quotidiano di Piacenza)
Gianluca Bruno

giovedì 10 maggio 2007

Richiesta un'interrogazione parlamentare sul (poco chiaro) caso Falcone

Speriamo che la situazione si chiarisca al più presto e favorevolmente per Angelo e il suo amico. Non possiamo che attendere con le dita incrociate l'epilogo di questa vicenda che coinvolge anche cittadini della nostra comunità. Intanto riporto la richiesta di interrogazione parlamentare dello scorso 4 aprile...
AFFARI ESTERI
Interrogazione a risposta in Commissione:

FOTI - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: nella notte tra sabato 10 marzo e domenica 11 marzo a Mandi, città dell'Himachal Pradesh, Stato a nord dell'India, due cittadini italiani (Angelo Falcone e Simone Nobili, entrambi residenti nel Comune di Bobbio, in provincia di Piacenza) sono stati bloccati dalle autorità locali ed impediti a lasciare il paese; da notizie di stampa risulta che ai due cittadini italiani verrebbe contestata la detenzione ed il traffico di droga, per il solo fatto di essersi trovati in luogo oggetto di perquisizione da parte della polizia locale; i fatti in questione sono stati partecipati immediatamente all'ambasciata italiana di Nuova Delhi, sia dagli interessati, sia dai loro genitori; da una prima sommaria ricerca, risulta che Italia ed India non hanno sottoscritto trattati in materia penale, né per svolgere i processi penali in Italia, né per eseguire in Italia le condanne penali pronunciate in India; appare francamente poco credibile che i due cittadini italiani, come sostenuto dall'accusa, volessero portare in Italia 18 chilogrammi di sostanze stupefacenti che la locale polizia asserisce di avere rinvenuto all'interno dell'auto dagli stessi utilizzata, ma che al momento della perquisizione risultava incustodita; le tensioni sociali e politiche che investono l'Himachal Pradesh consigliano un intervento urgente del Ministro degli affari esteri, e ciò anche a tutela dell'incolumità fisica dei nostri connazionali; anche l'udienza tenutasi venerdì 30 marzo non è servita a fare chiarezza sulla posizione processuale dei due cittadini italiani -: se e quali iniziative intenda assumere, con l'urgenza che il caso conclama, il Ministro degli affari esteri, al fine di evitare un'ingiusta e prolungata detenzione ai cittadini italiani in premessa indicati.


Speriamo sinceramente in un loro subitaneo ritorno in Italia!

Gianluca Bruno

mercoledì 9 maggio 2007

In Francia le scorie nucleari italiane, firmato contratto

ROMA - Altro capitolo per le scorie nucleari italiane, provenienti dalle ex centrali e tuttora presenti sul territorio nazionale. E' stato firmato infatti il contratto per il trattamento in Francia del combustibile nucleare italiano. L'accordo è stato sottoscritto da Sogin, per l'Italia, e Areva, per la Francia e ha un valore di oltre 250 milioni di euro. Prevede il trattamento di 235 tonnellate provenienti dalle ex centrali di Caorso, Trino e Garigliano. Le operazioni di trasferimento del combustibile saranno avviate nel 2007 e richiederanno circa 5 anni. Dopo il trattamento, che avrà luogo nello stabilimento di La Hague, i residui rientreranno in Italia entro il 31 dicembre 2025. Il trattamento del combustibile irraggiato permette di separare le materie valorizzabili (per le quali Areva si è impegnata a individuare un futuro impiego) dai rifiuti finali che saranno restituiti in una forma che ne riduce il volume - affermano le società - e ne garantisce la sicurezza nel lungo termine. Il contratto Sogin-Areva implementa l'accordo intergovernativo fra Italia e Francia sottoscritto il 24 novembre scorso a Lucca. Prevede il trasporto, il trattamento e il condizionamento del combustibile delle ex centrali di Caorso (190 tonnellate di combustibile), Trino (32 tonnellate) e Garigliano (13 tonnellate). "L'avvio del riprocessamento consentirà di realizzare le operazioni di bonifica dei siti in condizioni di maggior sicurezza e in un clima di proficua collaborazione con i territori interessati", ha affermato Massimo Romano, amministratore delegato di Sogin. "Questo accordo - ha detto il presidente di Areva, Anne Lauvergeon - conferma l'interesse verso la scelta del riprocessamento e del riciclo del combustibile irraggiato ed è un riconoscimento del know how unico maturato da più di 30 anni dal nostro gruppo in Francia". Una trentina di viaggi in 64 mesi per smaltire il combustibile irraggiato delle ex centrali nucleari italiane. Il numero di barre da portare in Francia sono in totale 1.243. Le più numerose si trovano a Caorso, 1.032 barre, quindi Trino (148 barre) e Garigliano (63 barre). Il materiale viene sistemato in contenitori cilindrici chiamati cask. I cask di Caorso sono alti 6 metri e hanno un diametro di 2 metri e ognuno di esso può contenere fino a 17 barre. I cask di Trino e Garigliano sono altri circa 5 metri e hanno un diametro di 2,20 metri e ognuno di esso può contenere fino a 10 barre. Per quanto riguarda il numero di viaggi da Caorso sono previste 16 spedizioni; da Avogadro (dove sono presenti tutti gli elementi del Garigliano e parte di quelli di Trino) sono previste 10 spedizioni; da Trino 3 spedizioni. Con probabilità la prima spedizione partirà da Caorso entro quest'anno. Il trasporto di tutto il combustibile si concluderà entro 64 mesi a partire dalla firma del contratto. Rientreranno in Italia circa 5 cask di residui vetrificati (120 contenitori vetrificati) e circa 6 cask di residui supercompattati (200 contenitori supercopattati).
Fonte ANSA - 09/05/2007 ore 13:16
Gianluca Bruno