domenica 10 giugno 2007

io partecipo io scelgo io governo, ma attraverso quali strumenti?

Il rapporto sinergico tra Internet e Politica, tanto enfatizzato dagli scienziati della politica e della comunicazione, risente ancora, specie in Italia, delle logiche arcaiche che da sempre hanno guidato la comunicazione politica. Si è tanto discusso dei cambiamenti rilevanti che la rete e i nuovi strumenti dell’informazione e della comunicazione avrebbero apportato alla sfera della politica, specie in riferimento alla partecipazione dei cittadini.
Alcuni grandi visionari sociali hanno addirittura parlato di “e-democracy”, in riferimento alla possibilità, che la rete elargisce, di accedere all’enorme quantità di informazioni politicamente rilevanti; all’offerta di svariati luoghi di discussione tra pari; alla possibilità di effettuare sondaggi on-line o di votare elettronicamente; per non parlare del potenziale rapporto diretto, e non mediato, tra rappresentato e rappresentante. L'esperienza, però, dimostra che è ancora troppo presto per parlare di democrazia diretta o elettronica e non solo in Italia.
Un esempio concreto è rappresentato dal fatto che subito dopo le elezioni l’unico spazio virtuale della coalizione di centrosinistra è stato chiuso. Il sito http://www.unioneweb.it/ è “temporaneamente” non disponibile. Come a dire: “ci siamo fidanzati in vista del matrimonio e di una vita (legislatura) insieme, ma il giorno dopo la festa ognuno a casa sua”. Nessun esponente del centrosinistra sente il piacere-dovere di comunicare con i cittadini-elettori all’unisono con gli altri. Stare insieme nella diversità è spesso conveniente, ma è anche troppo difficile! È per questo che non serve comunicare: i fatti parlano da soli…

Gianluca Bruno

sabato 9 giugno 2007

George W. Bush a Roma, doctor Des a Rotondella

Mentre a Roma si sta svolgendo una delle più attese e frenetiche visite degli ultimi tempi, a Rotondella è approdato, in punta di piedi, il nostro amato concittadino Gaetano Desantis.
George Bush, non senza strafalcioni, stamani ha incontrato il Capo dello Stato, il Pontefice e si è trattenuto a pranzo con il Presidente del Consiglio. Nel pomeriggio incontrerà, invece, l'ex Premier Silvio Berlusconi, il quale sicuramente gli farà trovare una nuova cravatta di seta.
Il doctor Des, è rientrato per il battesimo del suo piccolo nipotino e si tratterrà fino a lunedì prossimo. Nonostante i numerosi impegni che lo attendono, il doctor ha esplicitamente richiesto un incontro con i vertici di Community: "Laboratorio di Cultura Politica".
Troppe coincidenze, però, accomunano la visita del Doctor Des e quella di George W. Bush: sono entrambi al telefono. Hanno scelto lo stesso giorno per la visita ufficiale. Bush ha incontrato la Comunità di Sant' Egidio, mentre il doctor Des incontrerà la Community di Rotondella... Troppe troppe coincidenze! Il nostro doctor Des non starà mica pensando di mettersi in politica? Oltretutto al fianco di George W. Bush? Nella speranza di riuscire a risolvere questi ed altri interrogativi, durante l'incontro di domani pomeriggio, non resta che aspettare...
Gianluca Bruno



La Nuova dell' 08/06/2007

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Ganluca Bruno


venerdì 8 giugno 2007

La condizione del parlamentare: "la qualità della vita dei senatori"

Senato, la lettera firmata anche dalla senatrice Albertina Soliani esponente dell'Ulivo
I parlamentari scrivono: "Siamo certi di interpretare il desiderio di molti"
La protesta di Buttiglione:voglio il gelato alla buvette "
di FILIPPO CECCARELLI


SEMBRA uno scherzo, o una insidiosa provocazione dell'antipolitica. Ma è vero: al Senato, adesso, vogliono anche il gelato. Così ieri, a nome di un nutrito gruppo di parlamentari, il senatore Rocco Buttiglione, filosofo dell'Udc, e la senatrice Albertina Soliani, prodiana emiliana, hanno scritto ai questori di Palazzo Madama una lettera che merita di essere riportata nella sua concisa integrità documentale. E dunque: "Ci rivolgiamo a voi con una richiesta di miglioramento della qualità della vita in Senato. La buvette non è provvista di gelati. Noi pensiamo che sarebbe utile che lo fosse e siamo certi di interpretare in questo il desiderio di molti. E' possibile provvedere? Si tratterebbe di adeguare i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone. In attesa di riscontro, porgiamo cordiali saluti".
E' bene a questo punto che si conoscano anche i nomi dei senatori-questori che prima o poi dovranno respingere o accogliere l'istanza, magari regolamentandola nelle sue molteplici varietà: ghiacciolo, coppetta, cassata, cono, cornetto, granita, sorbetto, affogato e biscottone. Si tratta quindi del senatore Gianni Nieddu, Ulivo; del senatore Romano Comincioli, Forza Italia; e della senatrice Helga Thaler, autonomista sud-tirolese. Che la coscienza del loro ruolo li ispiri, per una volta, nel senso che riterranno più consono al bene comune. Amen.
Nel frattempo, varrà la pena di considerare come quella che in un celebre studio affidato alla buonanima di Giovanni Malagodi veniva cautamente definita "la condizione del parlamentare" sia oggi diventata, sic et simpliciter, "la qualità della vita dei senatori". Ma soprattutto colpisce, nella sollecitazione gelatiera e bipartisan, una parola che getta una piccola luce sulla faccenda: "il desiderio".
Ecco forse la bramosa chiave di volta per comprendere come, al di là di un facile e scontato moralismo, diversi rappresentanti della volontà popolare abbiano smarrito il senso stesso del loro operato, e ormai non si rendano più conto dell'effetto - per non dire la ricaduta simbolica - che suscitano certe loro pretese.
Molto semplicemente: desiderano, anzi desiderano troppo, non pongono tanti limiti alle loro voglie. Nel caso specifico alla loro gola. E' un fatto che richiama l'essenza corporea e primordiale del potere; un'impellenza biologica che non viene nascosta perché connessa al rango, allo status, al privilegio di ostentare il proprio appetito. Ai senatori piace il gelato: e lo vogliono. Slurp! Qui e ora. Slurp! slurp! Magari non immaginano che uscire dal Palazzo, farsi due passi a piazza Navona potrebbe anche fargli bene; magari non riescono nemmeno a capire come rispetto a un innocente gelatino si possano tirare in ballo questioni così alte. Pare di sentirli: eh, quante storie!
E' un'unica, drammatica storia, in realtà, quella dello snaturamento, della degenerazione, della deboscia delle assemblee elettive all'insegna di Bengodi. Tanto più irrilevanti le Camere sul piano politico, quanto più ornamentali, confortevoli, opulente, agognate.
Il Senato, in particolare. Perché prima del gelato i senatori hanno chiesto e ottenuto le settimane gastronomiche regionali, e poi quelle dedicate alle province. Il collezionista dispone di fantastici comunicati ufficiali emessi nei momenti più delicati sulle degustazioni dell'agro pontino, "la seconda giornata sarà abbinata alla carne di bufala bianca", oppure un dovizioso banchetto palermitano a conclusione del quale il presidente Musotto ha fatto presente uno slogan promozionale che a dire il vero lì dentro rischiava di suonare un po' così: "Mangio sicuro, mangio meglio".
A metà marzo il presidente Marini ha concesso la sala degli atti parlamentari al primo corso di sommelier per senatori. Montecitorio risponde con i prodotti agricoli di qualità certificata. Chi vuole il lardo, chi lo squacquerone, chi i fichi caramellati e chi i torcinelli. Buttiglione e la Soliani, dopo tutto, sono in buona compagnia. La deriva eno-gastronomica si fa anche dolciaria, ma non è dolce per niente il futuro delle istituzioni rappresentative.
Fonte Repubblica.it (8 giugno 2007)

Gianluca Bruno

giovedì 7 giugno 2007

Il Quotidiano della Basilicata del 07/06/2007

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Gianluca Bruno

mercoledì 6 giugno 2007

Strorie di randagismo e cattiveria rotondellese

È la seconda volta che in meno di un anno mi trovo di fronte all’abbandono di un cane a Rotondella. La cosa non mi stupisce molto visto che ogni anno in Italia, secondo le stime della Lega Anti Vivisezione, vengono abbandonati circa 140.000 animali (tra cani e gatti). Gli abbandoni si verificano durante tutto l'anno, con punte di oltre il 30% nel periodo di apertura della stagione venatoria, per opera dei cacciatori che “provano” i cani e si disfano di quelli che non “funzionano” e il 25% in estate.
Il primo cane, un Beagle di nome Billy, lo trovai circa un anno fa mentre rientravo a casa assieme a Marina e altri suoi amici. Era tardi e all’improvviso ci trovammo di fronte questo bellissimo cane con un grave problema alla zampa posteriore destra. Il cane, però, si spaventò e scappò via. Dopo due ore di ricerche vane decidemmo di rientrare a casa per riprovare all’indomani.
Il giorno dopo, mentre pranzavo, i vicini, ai quali avevo raccontato l’accaduto, iniziarono a gridare: eccolo…eccolo…Gianlù, il cane…! Ricordo che Marina si alzò un attimo prima di me e, dopo aver preso il piatto con il capocollo, si mise a correre piena di gioia verso il cane. Insomma Billy ci trovò!
In quel periodo, però, stavo frequentando un Master a Bari e quindi dopo pochi giorni sarei dovuto rientrare. Il giorno stesso chiamai delle persone stupende di Policoro, che dedicano parte delle loro giornate a curare gratuitamente animali, e assieme andammo dal veterinario. Quest’ultimo ci disse che si trattava di un tumore e che bisognava intervenire tempestivamente per evitare il peggio. Per sicurezza portammo il cane anche a Matera, da un altro veterinario, ma la diagnosi fu la stessa. Billy rinunciò alla zampa e nel giro di un paio di settimane si ristabilì. La scorsa estate è stata la “mascotte” di buona parte delle manifestazioni dedicate ai cani organizzate tra Policoro, Nova Siri e Scanzano.
Circa una settimana fa, davanti casa, Marina ha trovato un cane: le ha fatto qualche carezza, l’ha sfamata e le ha persino dato un nome: “Life”. Abbiamo comprato l’anti parassitario, l’abbiamo portata dal veterinario per il vaccino e le pillole per la sverminazione e stavamo pensando, visto che non possiamo tenerlo in casa, di farlo diventare un cane di quartiere.
Un vicino di casa, uno di quelli che quando ti vede quasi quasi ti lustra le scarpe, senza nemmeno avvisarmi (per cercare insieme una soluzione alternativa) è andato al Comune per segnalare la cosa e sbarazzarsi definitivamente di quel cane che, credetemi, non ha dato alcun problema…Avrà pensato che "è meglio stare tranquilli". Al cane è stato anche tolto il collare che gli ho comprato qualche giorni fà, tanto per eliminare anche l'ultimo segnale che potesse rinviare ad una qualche appartenenza.
Ho tranquillizzato l’amico del Comune che si occupa di randagismo e oggi pomeriggio ho portato il cane in campagna da un vecchio amico. Stasera sono passato di nuovo e stava bene, anche se ha pianto mentre mi mettevo in macchina… Speriamo che anche Life abbia trovato “definitivamente” una famiglia.
Gianluca Bruno

Comunicato Stampa del Movimento Antinucleare NoScorie

Comunicato stampa del Movimento Antinucleare Pacifista NOSCORIE Trisaia
BUSH RIPRENDITI LE BARRE DI ELK RIVER
In occasione della visita del presidente americano George W. Bush, prevista per il giorno 9 giugno in Italia, chiediamo al Governo Italiano ed al Presidente Prodi di mettere in agenda la questione delle barre nucleari di Elk River custodite presso il centro Sogin della Trisaia di Rotondella(Mt). Le barre in oggetto arrivarono in Italia negli anni sessanta con un contratto di lavorazione e riprocessamento del ciclo uranio torio, a seguito del quale fu costruito un impianto negli anni settanta che ha contribuito ad aumentare i rifiuti nel sito di Trisaia. Tali rifiuti ancora oggi sono in attesa di essere sistemati in sicurezza. Il contratto che Usa ed Italia firmarono stabiliva che la proprietà del combustibile rimaneva del paese committente (nello specifico, gli Usa). Il centro della Trisaia è il secondo in Italia per pericolosità a causa dei liquidi ad alta attività creati con il riprocessamento di 20 delle 84 barredi Elk River (liquidi ad alta attività nell'attesa di essere solidificati) e che costituiscono serio pericolo per le popolazioni dello Jonio. C'e' stata negli Stati uniti una causa legale sulla proprietà delle barre, che il giudice americano Stanley Sporkin ha liquidato il dibattimento come questione di natura politica e diplomatica. La causa legale, a giudizio degli antinuclearisti americani, poteva essere vinta se l'Italia si appellava alla Corte degli Stati Uniti, cosa che invece non ha fatto. Le barre in oggetto composte di ossidi misti di uranio e torio sono weaponsgrade (ossia di natura bellica), quindi utilizzabili per la fabbricazione di atomiche e bombe sporche. Le barre, inoltre, agli inizi del 2004, sembrava che dovessero tornare negli Usa dietro interessamento della Sogin e del generale Jean, per rientrare in un programma Usa di recupero di combustibile bellico ma, a distanza di sei mesi, lo stesso Jean ammise che il tentativo era fallito.
L'Italia ha recentemente stipulato convenzioni con gli Usa per la ricerca nucleare destinando in finanziaria a discapito del sociale 4 miliardi di euro per la ricerca militare. Chiediamo pertanto di affrontare e risolvere definitivamente la questione nucleare lucana per liberare il sito della Trisaia dai rifiuti nucleari che non ci appartengono. Il sito della Trisaia è l'unico sito in Italia non interessato alle attività di riprocessamento del combustibile italiano all'estero, e l'unico ad avere materiale nucleare non italiano. Giorno 9 giugno una delegazione di Noscorie manifesterà pacificamente a Roma e chiederemo al Governo e al presidente americano di riprendersi le barre di Elk River, contro ogni costruzione di armi nucleari e per la pace in Mediterraneo. Manifesteremo inoltre in piazza Eraclea a Policoro sempre la mattina del 9 giugno, insieme ad altre associazioni e movimenti, chiedendo la restituzione delle barre di Elk River agli Stati Uniti, l'annosa sistemazione in sicurezza del centro e la sua riconversione in facoltà università per l'idrogeno, il solare e le energie rinnovabili al servizio dei popoli del mediterraneo.
Movimento Antinucleare Pacifista NoScorie Trisaia 05.06.2007
Gianluca Bruno