sabato 27 ottobre 2007

Gli alberi e le vele della fregata (ura) rotondellese

La fregata (ura) rotondellese è più che mai sotto gli occhi di tutti. E' bastato eliminare le vele, che hanno causato l'incidente di ieri sera, per mettere in evidenza il taglio delle decine di alberi che costeggiavano la passeggiata: Corso Garibaldi è affondato. Tra qualche giorno toccherà agli alberi oltre il muretto.
Insomma quella non sarà più la fregata degli incontri e delle passeggiate socializzanti ma un cantiere perenne dal fine indecifrabile (e cioè una fregatura). Anche alcuni ex sostenitore della realizzanda opera hanno iniziato a proferire commenti di disapprovazione...Peccato, ma è troppo tardi!
Gianluca Bruno






venerdì 26 ottobre 2007

Ecco il primo sinistro dei lavori di Corso Garibaldi...











Con molta probabilità sono il meno adatto a raccontare questo "piccolo" incidente di percorso, ma sono anche stato il primo ad arrivare sul posto: la recinzione del cantiere di C.so Garibaldi è caduta interamente, andando a finire sulla macchina di un giovane passante. Una battutina sarebbe d'obbligo, vista la mia eccessiva simpatia verso questo stravagante progetto, ma evito volentieri di scherzare per sottolineare, invece, una questione molto delicata: in Italia esistono leggi che disciplinano la sicurezza sui luoghi di lavoro (legge 626/94) e che prescrivono i requisiti minimi che devono avere i cantieri temporanei o mobili per evitare "anche" incidenti di questo genere (legge 494/96).
La pesantissima struttura in ferro era semplicemente poggiata a terra senza essere legata "nei punti giusti" ad alcun rinforzo. Anche un bambino delle scuole elementari capirebbe che il primo soffio di vento farebbe facilmente crollare una struttura di questo tipo (viste le sue caratteristiche e dimensioni si viene a creare il cosiddetto effetto vela, ossia lo stesso fenomeno del windsurf in mare).
Questa sera, non è retorica, la pesantissima struttura avrebbe potuto causare danni ben più gravi, magari alla salute di qualche cittadino, ma per fortuna l'assicurazione del cantiere provvederà solo a risarcire il conducente per il danneggiamento del veicolo. Speriamo di non dover più sentire storie simili: sui cantieri si può morire (anche solo passandoci davanti) se non vengono adeguatamente rispettate le norme di sicurezza.
Gianluca Bruno

Giovanni Falcone domani mattina su Rai 1

Cari amici, Giovanni Falcone mi ha chiesto di diffondere la notizia della sua partecipazione al programma di domani mattina "Sabato&Domenica" in onda su Rai1 dalle ore 07:00 alle 9:30. Grazie per l'attenzione

Gianluca Bruno

venerdì 19 ottobre 2007

La legge Levi-Prodi e la fine della Rete

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.Il 99% chiuderebbe.Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.
Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a: levi_r@camera.it
Fonte: Beppe Grillo
Gianluca Bruno

mercoledì 17 ottobre 2007

Eluana Englaro: dal 18 gennaio 1992 in stato vegetativo permanente

L'ordine delle immagini è casuale: ognuno le disponga secondo la "sua" volontà!







Gianluca Bruno

venerdì 12 ottobre 2007

Comunicato stampa dell'amministrazione comunale di Rotondella sulle ultime vicende radioattive

Nell’interesse del territorio


È ormai una vecchia novità: ogni anno, puntualmente, Rotondella ed il suo territorio vengono associati a rifiuti, scorie radioattive, plutonio, ecc..
Ogni anno tali notizie vengono fuori in concomitanza con l’avvio della raccolta e vendita dei prodotti agricoli delle nostre terre.
Ogni anno, dopo il polverone iniziale, non accade nulla, tutto viene dimenticato sino al prossimo articolo di stampa, fino al vecchio-nuovo scoop giornalistico.
Ogni anno a pagarne le conseguenze sono sempre i soliti noti: gli agricoltori, i nostri prodotti, la nostra economia, l’immagine del nostro territorio.
Sarebbe il caso di chiedersi a chi giova tutto questo. Ma non è questa la sede.
È più utile, oggi, chiedere chiarezza, trasparenza e celerità. Ciò che interessa è la verità sulla gestione dei rifiuti, se verità ci sono da scoprire; onestà intellettuale e rispetto per le persone coinvolte in queste delicate vicende da parte di certa stampa che sembra abbandonarsi a facili sensazionalismi, tralasciando il rigore, fatto di riscontri oggettivi, proprio dell’attività giornalistica.
Nonostante memoriali, indicazioni precise di luoghi, rilievi sulla presenza di plutonio (!), voci circa rapporti tra servizi segreti deviati, criminalità organizzata e stati esteri, affondamenti di navi nel mediterraneo, misteri di Italia e quant’altro, un solo dato è certo NON ESISTE ELEMENTO, RISCONTRO, PROVA, INDIZIO, di nostra conoscenza, che avalli tali ipotesi (non sappiamo neanche cosa contenessero i fusti ritrovati di recente a Pisticci e che hanno dato il via al vecchio-nuovo linciaggio mediatico nei confronti degli indagati e del territorio).
Non è possibile e non è da paese civile sacrificare all’altare delle ipotesi, delle teorie (che a volte si possono definire complottiste) il destino delle persone di volta in volta coinvolte e dell’intero territorio.
Chiediamo a gran voce che la magistratura, cui va il nostro sentimento di piena fiducia, faccia il suo corso, che porti a termine le indagini e che ci dica se vi sono o meno reati e da chi sono stati compiuti.
Contestualmente, al fine di tranquillizzare la popolazione e nel rispetto della riservatezza dell’indagine chiediamo alla Magistratura, ai responsabili Nazionali dell’Enea, della Sogin ed ai vertici degli Organi Nazionali preposti al controllo che ci vengano anticipate le risposte ai seguenti quesiti:

- E’ stato prodotto plutonio nell’impianto ITREC?
Se la risposta è affermativa,
- in che quantità è stato prodotto e attualmente dove è fisicamente detenuto?
- quando è stato effettuato l’ultimo controllo da parte degli organi preposti (IAEA, Euratom; APAT, ARPAB) e quali sono le risultanze dei controlli in termini di presenza quantitativa e di sicurezza di stoccaggio?
Al contempo, posto che ancora vale la presunzione di innocenza, esprimiamo solidarietà agli indagati.
Per finire suggeriamo al Presidente Defilippo la convocazione immediata del Tavolo della Trasparenza

Confidando che la verità sia la prossima novità, nell’interesse delle persone e del territorio.

Rotondella lì 11 ottobre 2007

Gianluca Bruno